Roberto Mazzacurati

Nel panorama nazionale si può ben dire che Roberto Mazzacurati sia una rarità. Perché questo signore ferrarese dall’aria distinta pratica un mestiere che non sono in molti a praticare in Italia: l’art advisor.

Ma chi è e cosa fa di preciso un art advisor? “L’art advisor” spiega lo stesso Mazzacurati “si occupa di arte a 360°. Non è soltanto un compratore. Acquistare o vendere opere è solo una parte del mio lavoro, che di fatto è quello di costruire delle vere e proprie collezioni”. Collezioni che possono essere create sia per soggetti privati che per istituzioni pubbliche, percorsi artistici che Mazzacurati segue a partire dall’ideazione, tenendo insieme il gusto e le possibilità economiche del cliente.

“Quello dell’art advisor è un lavoro minuzioso” prosegue ancora Roberto Mazzacurati “ci vuole pazienza, conoscenza del mercato e intuito per costruire una collezione davvero significativa. Soprattutto ci vuole una continua capacità di migliorare il proprio operato. È per questo che io cerco sempre di ampliare i miei percorsi, di farli crescere regolarmente. Una delle cose che più apprezzo del mondo dell’arte è che quest’ultima è davvero infinita”.

L’art advisor Roberto Mazzacurati

Ma il lavoro dell’art advisor non si esaurisce nel ruolo di consulente per chi cerca di acquistare o vendere un’opera. Oltre a lavorare per amatori, collezionisti e istituzioni pubbliche, Roberto Mazzacurati collabora in prima persona anche con gli artisti. Ad esempio con Federico Romero Bayter, un giovane pittore dalla poetica molto particolare, che mischia l’attitudine figurativa alle suggestioni informali e astratte.

“Per lui ho curato soprattutto il marketing che, anche in questo caso, non significa solo la vendita delle opere ma anche la comunicazione, l’ufficio stampa e il posizionamento sul mercato. Quando in un’artista vedo il talento e la tecnica, ma anche le capacità di maturare e di reggere nel tempo, beh so per certo che quello è un artista con cui voglio collaborare e su cui ho piacere di investire. Anche se magari la sua arte non è quella che preferisco. Do grande importanza al talento e penso che sia la migliore arma che ho a disposizione per vendere un’opera”.

A parole può sembrare facile, ma diventare un art advisor è tutt’altro che semplice. “Ci vogliono soprattutto passione e dedizione, perché non ci sono percorsi predefiniti per arrivare a fare questo lavoro. Io ho iniziato come collezionista e come tale ho potuto frequentare assiduamente il mondo dell’arte. Ho imparato a conoscerlo, ho studiato e affinato il mio gusto, cosa che m’ha aiutato molto a imparare a riconoscere il talento. Poi, lo dico senza false modestie, mi sono accorto in fretta che l’arte stava diventando un fenomeno globale. Purtroppo questo mondo e questo mestiere, anche se possono sembrarlo, non sono tutti rose e fiori. In giro, specialmente in Italia, ci sono ancora troppe persone che s’improvvisano mercanti d’arte senza le adeguate conoscenze. Questo è un problema, così come lo sono i troppi falsi che ancora circolano senza che qualcuno li persegua adeguatamente. Ma spero che in futuro la situazione possa cambiare. Io comunque proseguo dritto per la mia strada, ho la certezza che sia quella giusta”.

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